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Sembrava … poi venne la fase 2

Si minimizza, si combatte, apparentemente il virus, ma non le cause che lo hanno veicolato e facilitato.

di Giandiego Marigo                                                                               08/05/2020

Per un attimo, soprattutto guardando la rete sembrava che insieme alla paura ed agli eccessi di controllo il COVID ci avesse portato anche un poco di buonsenso ed un’oncia di consapevolezza. Non tornerà la normalità, perché la normalità era il problema, belle parole, temo però abbastanza inutili.

Una nuova sensibilità; davvero molte le parole sprecate in questo senso, troppe come sempre, come suole. Pompose dichiarazioni per le quali pareva si fosse compreso e che si stesse addirittura ripensando al nostro modello di sviluppo,che è poi figlio delle nostre filosofie e del pensiero condiviso e dominante.

Una nuova attenzione all’ambiente, la comprensione dei meccanismi di follia umana e di devastazione ambientale che avevano facilitato la diffusione del COVID, dalle polveri sottili , ai fanghi degli allevamenti intensivi, passando per il semplice rispetto dell’ambiente. ILLUSIONE!

Stavamo solo aspettando l’occasione di ritornare dannosi come prima, più di prima perché al nostro tradizionale bagaglio di consunzione e devastazione abbiamo aggiunto alcuni elementi: Mascherine e guanti.

Ed allora Via con la fase 2! I fiumi che avevano riconquistato una parvenza di limpidezza ritornano immediatamente torbidi del colore marroncino malsano che è loro , ormai e purtroppo tradizionale. I pescatori, sia di mare che di fiume o di lago, prendono più mascherine e guantini che pesci. Si riprende a lavorare in ambienti insalubri, senza curarsi affatto dei rifiuti e degli scarichi a mare o nei fiumi … tal quale a prima, in nome del massimo profitto con l’aggravante della crisi e del fermo macchine forzato dall’epidemia.

Bolsonaro in Brasile ferma i due funzionari che agivano con efficacia contro i bracconieri del legno  e gli sterminatori delle tribù amazzoniche, lasciando così la mano liberissima alla metodica distruzione della Madre Foresta ed allo sterminio dei suoi figli.

Si minimizza, si combatte, apparentemente il virus, ma non le cause che lo hanno veicolato e facilitato. La primissima cosa che si fa, appena liberi,è una bella grigliata. Così come nella medicina si tamponano i sintomi, ma non si interviene sulle cause, si divide il corpo umano in scomparti iper-specialistici , ma si perde di vista la sua completezza, le sue sinergie, la sua anima.

Non siamo cambiati affatto, blateriamo on line , ma ci comportiamo come e peggio di sempre, non ci curiamo, consumiamo compulsivamente, divoriamo quintali di carne, abusiamo costantemente di prodotti di origine animale, con la più assoluta indifferenza e noncuranza. Non prestiamo alcuna attenzione reale alla gestione dei rifiuti. Finiremo come nel film Idiocracy sepolti sotto montagne dei nostri stessi rifiuti.

L’umanità scrive tonnellate di buone intenzioni, ne riempie i suoi templi da millenni, ma ne attua pochissime. Come per il pensiero egualitario e d’alternativa, molto si dice ma poco, quasi nulla si fa. I comportamenti sostanziali non si modificano.

Sostanzialmente non si comprende affatto nemmeno quello che si dice e si predica. Certo qualcuno è diverso, qualcun altro ci prova, alcuni, sempre troppo pochi, addirittura ci credono,ma nulla sembra cambiare. La Maggioranza silenziosa (mica tanto) prosegue imperterrita verso il baratro a passo di marcia. Idiocracy, appunto!

Si e detto così spesso che è, probabilmente, venuto a noia, ma se non cambieremo indirizzo, modificando le nostre abitudini fondamentali, siamo destinati a cozzare duramente contro quello stesso muro che ci siamo costruiti a difesa del nostro stupido regno. Appartenenza, compatibilità, sostenibilità, attenzione, condivisione orizzontalità! Parole che restano tali e quindi vuote e retoriche senza comportamenti, senza scelte, senza filosofia (direbbe il vecchio Socrate).

Il gioco delle ombre nella sua grotta continua ad illuderci a prospettarci un mondo che non vediamo realmente. Sul quale giochiamo pretesti di potere, profitto, di competitività senza senso preoccupati della materia e del materiale e completamente e sempre più avulsi dallo spirito. Sempre più soli (anche con la cortese collaborazione del virus) sempre più isolati, monadi di unicità inutile e dannosa, incapaci del NOI e persi in un ridondante assurdo e costante IO.

(fonte immagine: web)

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