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Prove tecniche di regime?

“Io so io e voi non siete un cazzo”               

Ricordate il film Il marchese del grillo con il mitico Alberto Sordi? Certo che lo ricordate. E sicuramente ricorderete anche la frase divenuta famosa del “Io so io e voi non siete un cazzo”. Bene oggi mi è parso di rivedere quella parte del film dove il marchese era l’inutile ministro dell’interno che ogni giorno si ripassa i compitini che gli passano i suoi esperti di comunicazione per poi metterli in dichiarazioni più o meno video via facebook o twuitter o altri social. Infatti le sue posizioni degli ultimi tempi hanno mostrato un “capitano” tutto muscoli pronto a sfidare tutti i vari poteri dello stato, forte dei sondaggi che lo danno addirittura avanti ai suoi colleghi dell’inutile governo – i penta stellati. Quegli alleati di governo che per anni hanno urlato contro la casta e adesso si comportano come questa, portando avanti azioni degne di un regime.  Ma quelli di Salvini non sono muscoli coltivati con un lavoro duro o in una dura palerstra, no sono muscoli di grasso, quel grasso che gli si accumula nell’addome appena mangia qualche leccornia che trova in giro, nelle sue perfonmance anti migranti. Famose sono le sue foto dove sta addentando cibi che non avrebbe mai mangiato se non fosse andato al sud. Certo che andare al sud, mischiarsi con i terroni sarà stato pesante. Ma si sa, se pecunia non olet i voti lo sono altrettanto e fare qualche sacrificio addentando un arancina e facendosi fotografare per la gioia dei suoi tifosi, val bene qualche rotolino di grasso, magari facendo poi una piccola dieta anche con i soldi degli italiani, alias quarantanove milioni .Oggi Salvini viene fuori e dopo essere stato strofottentemente un duro contro l’autorizzazione a procedere per i fatti della nave Diciotti, dichiarando di volere essere processato, oggi ha fatto marcia indietro dicendo che non vuole essere processato in quanto secondo lui ha agito per difendere i confini del Paese. Se fino ad ieri i suoi alleati di governo erano propensi al senato per l’autorizzazione a processare il ministro dell’interno, oggi corre ai ripari facendolo con le dichiarazioni di un altro ministro tale Toninelli uno che non si capisce se dicesse vero oppure scherzasse quando asseriva che: “se processano Salvini devono processare tutto il governo”. Minchia avrebbe detto Maurizio Crozza in uno dei suoi esilaranti spettacoli, il Toninelli che prende posizione a favore dell’amico-nemico (nemico per finta), ma dice vero? A quanto pare si. Ma c’è di più, anche un altro penta stellato illuminato oggi a dispetto di due giorni fa ha cambiato idea in merito a questa vicenda. Il famoso Di Battista (si quello che non sapeva che nella azienda di famiglia c’era un lavoratore in nero e che avevano problemi col fisco. Oggi Di Battista dice che non bisogna processare Salvini. Come si può vedere, un repentino cambio di strategia dovuto con molta probabilità ad ordini di scuderia, dove il capo decide il da farsi e gli altri devono solo ubbidire. Queste azioni, sempre più in linea con il pensiero di un governo che può essere definito di regime, utilizza il minculpop in perenne campagna elettorale, perché il ferro si batte quando è caldo. Il ministro del nulla  non perde tempo a  mettersi in mostra contro i più deboli, non disdegnando a quanto pare le dichiarazioni e le foto con pregiudicati. Ed è un ministro che si atteggia a grande statista, quando invece è lampante che con le sue azioni, le sue parole, mostra che di stato non capisce un bel nulla. Se queste non sono prove tecniche di regime cosa si aspetta i rastrellamenti casa per casa?

Liborio Martorana

(fonte immagine web)

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