Accade in città

Palermo riscopre il piacere della piazza.

Al grido di Palermo non si lega e con il simbolo della sardina una marea di persone si è riversata a piazza Verdi.

Il simbolo è proprio la sardina e le parole d’ordine erano che Palermo vuole essere antifascista, anti razzista ed anti omofobia. E ieri Palermo ha risposto alla sua prima “chiamata alle armi” con un coinvolgimento presenzialista ed emotivo che non ricordavo dai tempi dei comizi di Enrico Berlinguer.

Io non so quanti eravamo nel  tardo pomeriggio di ieri i palermitani scesi in piazza per contestare la politica dell’odio messa in atto da un centro destra che non sa dove andare. C’è chi dice tremila, chi cinquemila, chi quattro gatti. Io non lo so, non so quantificare quanti erano i palermitani scesi in piazza perché si sono rotte le scatole, so solo che guardando la piazza dai gradini del teatro Massimo il colpo d’occhio era da tutto esaurito. Da nord a sud, da est ad ovest per un attimo ho pensato che per uscire dalla piazza si dovesse aspettare la fine del flash mob talmente la folla era stretta come le sardine. Era una marea di gente con estrazioni politico – sociali diverse, ma fondamentalmente era gente che aveva voglia di farsi vedere e testimoniare con la propria presenza la loro avversione alla politica dell’odio. Palermo non si lega, Palermo è antifascista sono stati gli slogan più ripetuti e se la folla di gente accorsa in questa piazza ha continuamente ripetuto questa frase, forse vuole dire che qualcosa la sente, che un moto di ribellione ha avuto l’occasione di venire fuori.

Ieri dopo tanto tempo ho visto le facce delle persone finalmente felici e soddisfatte, ed è stato un po’ come il raggiungimento di un obiettivo, ma soprattutto è stata la consapevolezza di un risveglio che da tempo Palermo aspettava. Il flash mob ha visto nei quattro interventi che si sono susseguiti l’anima di un movimento che come certezza ha avuto la presenza della marea umana presente. Ieri  c’è stata questa certezza, oggi o domani non si sa, perché un movimento che nasce  spontaneo e senza basi programmatiche dovrà per forza di cose, oltre ad essere inclusivo e non settario,  portare l’attenzione sui problemi reali del Paese. Credo che si organizzerà di volta in volta chiamando a raccolta tutto quel popolo che ieri pomeriggio ha risposto alla chiamata.  Questo movimento non si è dato delle scadenze ma stiamone certi che si faranno risentire a prescindere da quello che può pensare quella parte di città bigotta e bacchettona che solo muovere sterili critiche. Quello di ieri è stato un momento politico carico di amore e di passione, ed è stato bello vedere e sentire tutta quella marea di sardine cantare Bella ciao.

Liborio Martorana

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