Accade in cittàArticoli in primo pianoCronacaNon categorizzato

Morte di un clochard

Quando un essere umano uccide un altro essere umano, si è già usciti dal confine con l’umano. Se ad uccidere poi è un bambino o un ragazzino, allora si sente forte e chiara l’inquietudine di un futuro sempre meno umano. E se il futuro è sempre meno umano forse è anche perché il presente ha tolto ogni speranza di umanità. Se per questa società non si ha più alcun valore e dunque dignità senza denaro; se il più forte, o il padrone, o il capofamiglia o lo stato, possono massacrare e umiliare i più deboli, non ci si deve stupire se i sottomessi, i reietti, gli ultimi della società, comincino a scannarsi fra loro. Credo anzi che questo scientemente si è cercato e voluto che accadesse. Ma attenzione, signori e signore dell’ “Oddio, che gente crudele!” Quando finiranno le briciole da raccogliere, l’imbarbarimento con la sua folle carneficina, colpirà anche voi, quotidiani ciechi della disperazione che vi sta intorno. I governi precedenti hanno costruito le caste e acuito le discriminazioni sociali. Quelli attuali e ahi noi, futuri, stanno semplicemente rimescolando l’egemonia delle stesse caste e recintando meglio le discriminazioni. È da tempo, ormai che la società ha sbarrato il passo a chi non ha risorse o potere. Vi fa orrore che un ragazzino che vive nella miseria ed è cresciuto nell’illegalità e nei soprusi e forse anche negli abusi, uccida un poveraccio? Un altro come lui? È perché non vi fa lo stesso orrore che quel ragazzino fin da piccolissimo vivesse per strada chiedendo l’elemosina, sporco e lasciato al suo orribile destino!? I veri mostri per me sono altri, il vero orrore l’abbiamo lasciato maturare quando abbiamo scelto di essere come l’America, dove se non hai un lavoro, un’assicurazione e una carta di credito, non sei neanche un essere umano. E sinceramente, ci stanno tanti modi per far fuori la gente, oltre le spranghe o i colpi di pistola o le bombe. Del barbone così come del ragazzino rom, così come di chi non ha un lavoro o una casa, dell’anziano con una pensione da fame, dei lavoratori che muoiono senza tutela, delle famiglie che vivono in condizioni disumane, del lavoro nero, di tutti quelli che stanno ai margini ormai invalicabili della società, non ve ne può fregare di meno. I Comuni d’ Italia dovrebbero alzare bandiera a lutto ogni giorno in questa nazione , per come si viene abbandonati al proprio immodificabile destino. Dovreste invocare la condanna a morte per voi stessi, voi che ora la invocate per quel ragazzino, voi che passereste sul cadavere di vostra madre, pur di ottenere ciò che volete.
“Il clochard Aldo”. Ma chi siete voi per chiamarlo col nome che piace a voi, per dargli del tu, come se fosse un vostro fratello. Chi siete? Ipocriti, attaccati avidamente e voracemente al benessere e alla bella vita tanto quanto quel ragazzino che però ha chiaro fin dalla nascita che a lui ogni cosa sarà vietata. Che Lui non è nessuno. Voi non siete niente di più lontano da quel clochard che, consapevole di non appartenere a questa società, ha scelto di mandarvi a quel paese, restandone fuori.
Indignatevi per l’operaio che cade da un ponte senza alcuna tutela. Per le cure mediche sempre più appannaggio dei ricchi. Per una istruzione che voi avete voluto sempre più per pochi. Per una cultura superficiale e vanesia. Perché non riuscite ad essere senza apparire. Senza far parte di una folla comune. Senza che qualcuno vi suoni la grancassa per ballare. Indignatevi per tutti i vagabondi pieni di sogni e speranze che avete ucciso e uccidete ogni giorno. Anzi, non indignatevi affatto,per favore. Fate solo un fastidioso e stonato rumore. Godetevi la vostra calda e affettuosa notte di Natale scartando i vostri rossi e preziosi pacchetti regalo fra opulenti menù e luci scintillanti. Un bel selfie bacio e tanti auguri qualunque a tutti quanti.

Giuditta Perriera

(fonte immagine web)

Stampa
Show More

Articoli correlati

Un commento soltanto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

venti + quindici =

Controlla anche

Chiudi
Chiudi

Adblock Detected

Please consider supporting us by disabling your ad blocker
Vai alla barra degli strumenti