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La scelta fra padella e brace

Il meccanismo è stato rodato nei secoli, ma nella contemporaneità ha raggiunto il suo livello di efficienza più alto.

di giandiego marigo                                                                               14/05/2020

Se ne è parlato molto ed ancora se ne parla, ma è strano come ogni volta che si affronti l’argomento si rischi di creare malumori e di avere reazioni anche inconsulte, persino a tratti violente.

Da tempo, per esempio in politica si è affermata in modo assolutamente solido ed irremovibile la logica del “meno peggio”, ma si badi la rassegnazione è, ormai, qualche cosa di endemico, si è radicata nei comportamenti ed è diventata filosofia, non riguarda solamente il mondo apparente della politica formale.

Ad un osservatore che voglia mantenere un minimo di indipendenza e libertà di pensiero, risulta, relativamente, facile individuare i contorni di questa costrizione, non che gli osservatori indipendenti e liberi abbondino, ma esistono e questo è già molto, Almeno ci provano!

Il meccanismo è stato rodato nei secoli, ma nella contemporaneità ha raggiunto il suo livello di efficienza più alto. Lo schieramento in inutili tifoserie fa bene al potere, non a quello formale ed esteriore, dei burattini strapagati, che sono elemento del gioco medesimo; non al potere dell’apparenza, quindi, ma a quello della sostanza a quello del denaro e dell’ereditarietà immutabile, a quello che è perdurato e perdura attraverso i secoli.

Padella e Brace, dove non esiste il meglio per il popolo costretto ad una scelta d’una diversa modulazione del medesimo potere. Entrambe le fazioni corredate da estimatori volontari ed a pagamento, corredate da utili intellettuali di servizio. Solo a tratti disposte a condividere dei fondamentali, quantomeno bell’apparenza, perchè poi nella sostanza si dispiegano da postulati comuni. Sicuramente dall’unica esigenza del mantenimento del loro potere.

Volendolo dvvero osservare lo si vede ormai dovunque, la caduta del muro di Berlino ha appiattito in modo sostanziale le differenze di modulazione accorciando e quasi annullando le distanze reali, se non quelle apparenti, fra i differenti moduli di presunto pensiero (In realtà kit pre-montati di perfetta fattura e magnificamente rodati).

Chi scrive non è un impolitico ed ancor meno un anti-politico, anzi, ma anni ed anni di impegno gli hanno consegnato, purtroppo, un’evidenza che sia da una parte che dall’altra si nascondono i medesimi burattinai, che poi, nel mondo reale partecipano ai medesimi party, lavorano nelle medesime banche, muovono i medesimi interessi e coabitano, allegramente, le grandi major del mondo. È un realtà a cui sembra, che il 99% non voglia dare il peso che merita. Ed è così che se critichi Obama-Biden-Clinton ti trovi ad essere schierato con Trump-Salvini-Bolsonaro … se da una parte c’è Zaia, dall’altra c’è Zingaretti ed entrambi hanno massacrato la Sanità Pubblica, entrambi difendono interessi lobbistici, entrambi sono manovrati dalle medesime case farmaceutiche.

Oligarchi russi, dignitari del politburo cinese e coreno, miliardari del Sud degli states cripto-schiavisti, convivono in assoluta tranquillità nelle multinazionali con principi sauditi che pagano i terroristi, komeinisti e califfi, nazionalisti indiani e vecchi lord inglesi … c’è persino qualche italiano e qualche vecchio Hippy che opportunamente stanno ora di qua … ora di là.

Se anche, com’è assolutamente probabile esistono contraddizioni, anche fortissime, interne queste vengono ricomposte dalla comune esigenza di difendere il territorio e il potere. Sciogliendole e trasferendole all’esterno della cinta consacrata.

Ed allora, in chive unificante, si hanno gli assoluti, nella scienza, nella cultura, nella sociologia, nella cultura. Assoluti condivisi che diventano verità assolute, assiomi, postulati indiscutibili, dogmi, ma restano comunque funzionali ed organici alle esigenze primarie del potere.

Perché il meccanismo è sempre lo stesso, il magnate, il filantropo … il principe regnante foraggia , mantiene e controlla di fatto la sua coorte di studiosi, sapienti, artisti, buffoni e filosofi. Funzionali e pronti ad osannare l’imperatore anche quando è palesemente nudo, forti dei loro attestati accademici, della loro presunta sapienza, della pretesa infallibilità del Papa e della Scienza.

Pochi i liberi pensatori e generalmente pezzenti ed isolati. Ogni tanto un ribelle (finto) a corredare la sequela dei servi, perchè serve esattamente com’è servito produrre e vendere, blue jeans, rock and roll, radio libere, comportamenti pseudo-originali, ambientalismo d’opportunità … in quello stesso mercato dove si possono comprare, razzismo, bigottagine, arretratezza, sovranismo, odio in formato espresso e solubile, xenofobia, fanatismo religioso … e per ognuno il prodotto adeguato, per ogni bocca il giusto raviolo.

Per finire è esattamente per questo che il potere sembra saper sopravvivere a qualsiasi vicenda o trauma, perchè trasferisce sul 99% le proprie contraddizioni, costringendo la moltitudine (che glielo lascia fare, va detto) all’eterno gioco delle opposte tifoserie. Tanto a morire sui campi di battaglia siamo noi … il 99%, con l’apparente e saltuario ingresso di qualche burattino importante che segue la stessa sorte per dare credibilità alla commedia … è molto difficile vedere un vero Re sul campo di battaglia, loro si salvano … salvo che durante le rivoluzioni, ed anche lì occhio che sostituire gli uomini al potere non vuole dire sempre cambiarne la natura. Quello può avvenire solamente se qualche cosa cambia nello spirito, nei valori fondamentali, nella struttura elementare dei rapporti di potere … ed allora cosa resta? Il sogno, l’utopia e la forza oggettiva del 99% che però si lascia dividere in fazioni l’una contro l’altra armata, dimenticando persino di esistere.

(fonte immagine: web)

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