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La preponderanza del forte?

La forza di colui che gioca sempre in casa e la convinzione di essere il più forte

 Di Giandiego Marigo

Il Presidente Trump dichiara: “Abbiamo raggiunto risultati incredibili, e il nostro Paese è di nuovo rispettato nel mondo”; nel suo discorso sullo Stato dell’Unione davanti al Congresso riunito in seduta plenaria. “Il nostro paese non è mai stato così forte” ha aggiunto.

Una forza, però, che ha un modello preciso, fondato sul capitalismo selvaggio e senza regole, sul primato assoluto degli States, sulla xenofobia, sui muri e le esclusioni, sulla forza delle armi; sull’antico concetto tipicamente “Amerikano” ed assolutamente condiviso fra Repubblicani e Democratici che ogni atto di forza e prevaricazione sia giustificato pur di mantenere il livello di vita (e di spreco assoluto) Made in USA.

Una forza presunta che passa dalla mancata firma di trattati in difesa del Pianeta, dall’uso e l’abuso della prepotenza, da un modello di società che umilia gli ultimi, divora e mercifica i diritti, che favorisce in modo spudorato le multinazionali.

Mentre dice questo il presidente liberalizza nuovamente l’Amianto nell’edilizia, implementa la caccia e la vendita delle armi anche facendo decadere le tutele per le specie di volatili protette. Costruisce muri e fonda il proprio rapporto con i vicini continentali sulla preponderanza del suo “Stato di Polizia”. Mentre la United States Immigrations and Customs Enforcement diviene, di fatto, l’agenzia più temuta e potente a livello federale, usando metodi ai limiti di qualsiasi decenza democratico, separando genitori dai figli, espellendo immigrati presenti negli States anche da 20/30 anni per cavilli burocratici estremamente aleatori. Superando in arroganza, disprezzo delle regole e crudeltà intrinseca persino la CIA.

Si premura il presidente di dichiarare , fra l’altro, che. “Non lascerò che il socialismo distrugga l’America”. Quando ne parla, non si sta confondendo fra gli States e l’intero continente, ma sta dichiarando un primato ed un diritto sovrano all’ingerenza anche violenta, con tutto ciò che sia in profumo di scocialismo, appunto.

Non è un caso che a questo discorso sia presente Farage, suo amico ed incaricato speciale alla distruzione dell’Unione Europea. Nella Brexit è molto pesante, anche se i giornalisti d’Europa sembrano non rendersene conto, l’ingerenza USA e la tutela degli interessi degli States. Non è un caso che Il Regno Unito esca e ponga sul piatto il suo peso NATO e la sua stretta parentela anglofona. Chiedetevi perché Farage sia lì.

Questo modello travalica i confini, e fa anche sorridere, anche se denti molto stretti, che il pretesto sul quale si muove questo “pensiero” sia sovranista, nazionalista e di presunta opposizione ai poteri forti mondialisti. Grottesco di fronte al fatto che se progetto mondializzato esiste sia proprio questo “Vento di destra nazionalista, xenofobo e razzista”  che oggi spira , incontrastato, provenendo da occidente,  in tutto il mondo.

Un progetto dai contorni grevi, liberticidi, fondato sulla paura e sulla certezza elitaria, sul diritto al primato del più forte, del più ricco, del più prepotente. Una filosofia precisa, che si serve di “personaggi ed interpreti” a tratti grotteschi, volutamente pseudo-ridicoli e che l’intellighenzia progressista sa solamente deridere e prendere in giro,comprendendo poco e troppo tardi il portato di una filosofia terribile che li sottende. Anzi permettendo loro di fare leva su una pretesa sudditanza ai “poteri forti” ed al “mondialismo” del fronte progressista E qui siamo alle comiche finali.

Quasi che i cosiddetti poteri forti si “appoggiassero” alle minoranze, ai perdenti, a coloro che sono in ritirata, anziché a chi detiene il potere.

L’Elité è molto semplicemente in grado di presentarsi con almeno due facce l’una accattivante e democratica, l’altra cupa, liberticida e totalitaria, anzi ha correnti interne che rappresentano le due metodologie, finalizzate però al medesimo fine, il mantenimento del potere e che alla fine si ricompongono nella ristretta cerchia, perché pranzano al medesimo tavolo.

Trump il “burattino terribile” della parte più violenta e crudele dell’Elité, che lo unisce in un modo quasi tragicomico a Putin, a Salvini, a Farage ed a tutte le figure grottesche che, cavalcando l’opposizione al mondialismo, lo nutrono e lo implementano dirigendolo verso un modello “assolutista ed antidemocratico”.

Se avessimo posto attenzione ai contenuti “esasperati e estremistici”  dei Tea Party Moviment o delle propaggini “legalizzate” del KKK, ed in Italia all’affermarsi della Lega e della destra più oltranzista,anziché ridarne unicamente una descrizione ironico-grottesca, se avessimo “individuato” quei contenuti, intercettandoli, prima che divenissero “moda ed ipnosi”, se avessimo compreso quale progetto di portata mondiale vi fosse dietro … forse non ci troveremmo qui dove siamo ora … ma è cosa nota e saggezza popolare con i se , con i ma e con i forse … non combina proprio nulla.

(fonte immagine: web)

 

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