Articoli in primo piano

La politica del ridicolo

La politica dell'esagerazione, del ridicolo, fatta da uomini travestiti da clown, per attirare meglio l'attenzione.

di giandiego marigo                                                                        30/04/2020

Occupazioni del Parlamento, gesti d’eclatanza in favore di telecamera, tuttologi ed esperti profumatamente remunerati, mercato delle grida in politica. Parlamento annullato che da tempo conta pressoché meno di poco. Nonostante le acute e dotte perorazioni della presidentessa della Corte Costituzionale, continua il gioco degli Ego sfrenati.

La politica dell’esagerazione, del ridicolo, fatta da uomini travestiti da clown, per attirare meglio l’attenzione. La politica della dichiarazione, dello schiaffo verbale scioccante, affidata ad uomini sempre meno credibili nella parte che interpretano. Attori pessimi in una brutta commedia.

In Italia siamo allo sbando, altro che fulgido esempio europeo, se il governo va da una parte i governatori regionali vanno dall’altra, ma ognuno per sé, in ordine sparso e possibilmente confuso.

L’elettorato è “usato e manipolato”, ridicolizzato nella propria presunta sovranità, uniformemente raggirato, della democrazia reale si sta perdendo traccia oltr che la memoria, del controllo democratico dal basso la si è persa da tempo incalcolabile persino la cognizione.

Vi sembrerà anti – politica, ma non lo è, anzi! Qui nessuno verrà parlando di Democrazia Diretta, liquida, trasversale e di piattaforme più o meno informatico-democratiche. Basterebbe in realtà ripercorrere le strade del Controllo Democratico dal Basso, dell’organizzazione reale dei cittadini, le sane pratiche di democrazia partecipativa che la nostra Costituzione garantisce.

La dott.sa Marta Cantabria ha parlato di bussola e di guida morale nella Costituzione, ha parlato di collaborazione e di sinergie per un risultato comune , tutti l’hanno ascoltata, facendo cenni di assenso e riempiendosi la bocca del termine “costituzionale” ed immediatamente dopo sono schizzati ognuno per proprio conto, in esaltazioni incrociate di ego sfrenati, ognuno rappresentando gli interessi di diverse lobby e gruppetti di potere, ognuno con il proprio sponsor pretenzioso ed immanente, ognuno con i propri interessi di parte. Hanno capito bene il termine collaborazione non credete?

L’invenzione delle Task Force è quotidiana. Gli esperti che le compongono, opinabili, al minimo, legati ad interessi incrociati, spesso arbitrariamente convocati.

L’Emergenza CoronaVirus ha esposto vocazioni totalitarie sulle quali dovremo vigilare, ma soprattutto ha scoperto la realtà di una classe politica di basso cabotaggio, legata unicamente ad interessi elettoralistici e senza alcuna vocazione al servizio.

Lo sapevamo già, purtroppo, questa nostra dolorosa consapevolezza è stata persino sfruttata da questa classe politica votata unicamente alla propria perpetuazione ed al mantenimento dei propri privilegi.

Non sono legato alla nostalgia e non viaggio con la testa girata indietro, non ho mitologie passate da difendere, quel che s’è fatto e dietro alle spalle è storia, non credo affatto al luogo comune per il quale “I bei tempi passati erano migliori”, dietro alle nostre spalle c’erano i medesimi marpioni politici che ci sono oggi.

Però, va detto, il fumo che si muoveva attorno al fare politica era diverso, esisteva una capacità di mobilitazione, una coscienza diffusa che, pur sconfitta dal capitalismo dell’egoismo finanziario che era in grado di unificare gli intenti e creare comunità, quantomeno.

Oggi, anche con l’aggravante del CoronaVirus, le comunità sono frantumate, atomizzate, ristrette in spazi individuali (con mascherina e guanti), tendenza già presente nella società dell’individuo informatizzato, ma che l’emergenza ha rafforzato all’ennesima potenza, dandole un “obbligo” che modifica profondamente le prospettive e le modalità di fondo.

Se non si inizierà ad intendere la politica anche come “servizio altruistico”, dandole un senso di profonda solidarietà ed inserendo tale valore a fondamento dell’insegnamento stesso e delle filosofie umane poste a substrato valoriale, dubito seriamente che potremo mai avere davvero statisti anziché venditori auto-referenti di fumo più o meno profumato.

Certo, sono frasi dove la retorica ha un suo gioco, ripetitive, sotto certi aspetti. Eppure hanno un senso reale e profondo; questo paese ha bisogno, urgenza assoluta di donne ed uomini che vogliano innanzi tutto pensare al bene comune e meno a sé stessi ed alla propria personale affermazione. Questo bisogno è ormai palese e onnipresente. Non basta quindi continuare a giocare il solito gioco delle contrapposizioni strumentali, dei gesti di eclatanza ad immediato rendimento. Sicuramente non serve una campagna elettorale infinita, serve La Politica (le maiuscole non sono casuali).

Si badi chi scrive è libertario ed ha quindi una relativa considerazione delle strutture organizzate di potere, ma una grandissima dell’altruismo, della solidarietà e delle necessità fondamentali. Un profondo rispetto per l’organizzazione umana e per la disciplina che ne ordina i rapporti. Lasciatemelo dire c’è bisogno di buonsenso, di compassione, di condivisione, di capacità di giudizio, non di leader inventati, di uomini faro, di presidenti del tutto e del nulla.

(fonte immagine: web)

Stampa
Show More

Articoli correlati

Chiudi

Adblock Detected

Please consider supporting us by disabling your ad blocker
Vai alla barra degli strumenti