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…intanto sognano una piscina comunale adeguata

C’è poi quella sensazione che solo l’acqua sa regalare, la sensazione di libertà che si ha quando si nuota. Se a questo si potesse aggiungere la possibilità di fare attività agonistica nella propria città, sarebbe un risparmio di energia e di soldi per tutti i nuotatori di Palermo. Così, navigando sul web, si può leggere una petizione online su change.org firmata da 1.930 persone che chiedono al Comune di poter concretizzare questa realtà: nuotare nella piscina olimpionica del comune di Palermo, senza essere costretti a viaggiare, a spendere soldi per le trasferte. In pratica, ciò che servirebbe è un pontone mobile per la vasca interna e tribune esterne per la vasca scoperta della piscina. Insomma un salto o, per restare in tema, un nuoto di qualità. Questa piscina è stata costruita tra il 1963 e il 1970 su progetto dell’architetto Gianni Pirrone. Poi è stata ristrutturata nel 1997 in occasione della XIX Universiade.

A cosa serve il pontone? È utile per ovviare al problema delle dimensioni inadeguate della vasca. In pratica, servono dei requisiti precisi per poter trasformare la piscina di Palermo in una piscina idonea a svolgere attività agonistica. Secondo il regolamento della Federazione Italiana Nuoto, infatti, le competizioni invernali andrebbero svolte in piscine grandi 25 metri al coperto, e quelle estive in vasche di dimensioni pari a 50 metri all’aperto. Così, tramite Tommaso Battaglia, la petizione è arrivata dal web a Radio Off con una lunga e-mail dettagliata che spiega tutti i passaggi, le richieste dei nuotatori, allegati ci sono persino i preventivi. Succede che i genitori di questi giovani atleti si fanno carico di viaggiare per portare i propri figli in altri luoghi della Sicilia: Paternò, Caltanissetta e Ragusa, tutte città dotate di piscina comunale da 25 metri. Ma quanto costa alle famiglie spostarsi per raggiungere le altre piscine? Intanto tempo prezioso: devono infatti sobbarcarsi di tre o quattro ore di viaggio, pagare l’albergo, il ristorante per mangiare e, se va bene, spendere circa 450 o 500 euro a famiglia per soli tre giorni.

«Non facciamo perdere la voglia di fare del sano nuoto – dice Tommaso Battaglia –  ai ragazzi di Palermo e Trapani. A svolgere questa attività  potrebbero essere molti di più se solo si avessero adeguate piscine». E aggiunge: «tutti ne trarrebbero un beneficio, per primo il Territorio». Così aprono le braccia ma non perché sono scoraggiati questi genitori, questi figli ma perché attraverso questo appello destinato all’amministrazione si possa trovare un accordo, una soluzione: «Facciamo squadra?», scrivono in modo carino su Change.org, rivolgendosi al sindaco Leoluca Orlando. Ricapitolando. Le richieste sono due: per la vasca interna, l’acquisto di un pontone mobile al fine di poter utilizzare la vasca da 50 metri per le gare indoor da 25 metri e per la vasca esterna, la costruzione di tribune per il pubblico e di spogliatoi sotto le tribune, al fine di poter utilizzare la vasca per le competizioni estive previste all’aperto. Sino ad oggi, 15 febbraio 2018, queste famiglie attendono una risposta…

Serena Marotta

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Serena Marotta

Giornalista palermitana, classe 1976. Laureata in Giornalismo. Ha collaborato con il Giornale di Sicilia, La Repubblica, il L’Ora e scrive per diversi quotidiani online. Le sue passioni? La scrittura, il canto e la fotografia. Ama la sua città: Palermo.

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