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Il Pastrocchio del ministro

Il ministro dell'interno presenta una mozione di sfiducia nei confronti di Conte e quando si accorge che tutto è perso la ritira.

Passato il giorno delle consultazioni da parte di tutti i partiti e dove ognuno ha ribadito le proprie posizioni, il Presidente della Repubblica nel suo breve ma incisivo discorso, ha esortato la componente politica di tutto il parlamento a non perdere tempo in una decisione che dia stabilità all’Italia, rimandando a martedì prossimo l’ennesimo giro di consultazioni per cercare di dare un governo a questo benedetto Paese. Ogni partito ha chiesto di potere mettere in pratica la propria convinzione. C’è chi come il centro destra, certo di una schiacciante vittoria vorrebbe elezioni anticipate a subito, mentre il centro sinistra sarebbe per un accordo programmatico con i 5 stelle. Il pastrocchio fatto da Matteo Salvini con la mozione di sfiducia verso Conte, alla tirata dei conti è stato come quel proverbio che dice che “chi sputa in cielo in faccia gli torna” e cosi è stato. Forse credeva di mettersi tutta quanta la politica in saccoccia, forse ebro dai troppi moijto sulla spiaggia del Papete, arrapato dalle forme delle cubiste e soprattutto stimolato dai sondaggi a suo favore, partorisce la cazzata più cazzata del mondo che peggio di cosi non si può, fare cadere il governo presentando una mozione di sfiducia nei confronti del presidente del consiglio Giuseppa Conte, un po’ come quel marito che per fare un dispetto alla moglie decide di tagliarsi il pisello. Ma il ministro dell’interno (speriamo ancora per poco) ha fatto i conti senza l’oste, cioè senza Conte, il quale nel suo discorso fatto al senato gliene dice di cotte e di crude mettendo in evidenza tutto ciò che il ministro non ha fatto. Ma il bello viene dopo che il Presidente Conte rimette il mandato nelle mani del Presidente Mattarella. Forse il “capitano” (non si capisce di cosa) fiuta una disfatta a pieno titolo e come certi pugili suonati, cerca di salvare il salvabile, probabilmente perché all’interno del partito cominciano i mugugni, vedi Flavio Tosi che ha definito Salvini una nano della politica. I tentativi di ricucire coi cinque stelle lo portano ad indicare rimpasti di governo con Di Maio premier e Conte posizionato in Europa in caso contrario andare subito ad elezioni, dando in questo modo una visione molto parziale della conoscenza del diritto e della Costituzione, tipo studente del primo anno di liceo tecnico. Su questo chiedere continuamente le elezioni e sull’accusare gli altri politici di tenere solo alla poltrona e non agli interessi dei cittadini, condito come sempre con accuse verso le ong, ha fondato la retorica acchiappa voti messa in atto dal suo staff de la bestia. Le varie fasi attuate in questi ultimi giorni con un appecorinamento verso i cinque stelle per non perdere la poltrona (quella che a chiacchiere a lui non interessa), lo sta portando alla deriva più totale, cercando una eventuale alleanza con Forza Italia ridotta ormai ai minimi termini e con Fratelli d’Italia altro gruppo minimalista. Non ha fatto i conti senza il Partito Democratico, il quale se sa giocare bene le sue carte un ritorno al governo sia pure assieme all’odiato nemico dei 5 stelle non glielo toglie nessuno. Ed è quest’ultima fase che sta facendo impazzire Salvini e tutto il centro destra, perché sa benissimo assieme a Berlusconi ed alla Meloni che il futuro potrebbe riservargli un lungo periodo da opposizione. Quindi diventa chiara oggi una continua rincorsa verso i 5 stelle sventolando in caso contrario lo spettro delle elezioni per cercare di mettere paura. Senza azzardare ipotesi, pare che ci possa essere con molta probabilità un accordo M5s-PD ed allora si che per Salvini scatterà la resa dei conti all’interno del suo partito. La richiesta al popolo italiano di pieni poteri in stile prettamente mussoliniano e la minaccia del portare la gente in piazza sempre nello stesso stile, pare gli abbiano dato alla testa. Intanto se dobbiamo dare conto ai sondaggi c’è da dire che la Lega in questi ultimi due giorni ha già perso ben il 7/% e continuando cosi ben presto lo possiamo vedere ridotto ai minimi termini. Come dicevo all’inizio adesso bisogna solo aspettare che passi questa settimana ed in base alle nuove consultazioni Il Presidente della Repubblica darà il suo responso mettendo fine a questo vergognoso pastrocchio condito con madonne e crocifissi.
Liborio Martorana
(fonte immagine: web)

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Un commento soltanto

  1. l conforto dei grandi numeri apra la strada a questo governo del tutto nuovo cui ancora manca una definizione, pur tra le tante presenti (“ultima spiaggia balneare” potrebbe esserne una ) ma se non cambia il clima politico intorno, se non ritornano a votare le persone più assennate, sarà tutto inutile. Propongo all’uopo un pensiero di Einstein:
    “Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare.”

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