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Il paradosso

Trovo paradossale che gli elettori italiani, dopo avere defenestrato il PD dal Governo, ne richiedano adesso il contributo per sostenere un nuovo Governo con la maggioranza dei cinquestelle.
Di quel partito è stata criticata e azzerata ogni azione e ne è stato misconosciuto e contestato ogni effetto:
interventi sull’occupazione, presenza nelle relazioni internazionali, conquiste civili, riapertura delle trattative contrattuali del pubblico impiego, interventi innovativi e nuove assunzioni nella scuola, valorizzazione del patrimonio culturale, … Il suo programma non è piaciuto, e con i grillini si è continuato a ripetere meccanicamente: “tutti a casa”!
Ebbene, adesso lasciamoli andare “a casa”. Che cosa avrebbe da fare un PD, con un suo chiaro programma (che non è piaciuto), con uno schieramento ondivago su tutte le questioni più importanti, dall’Europa alla Sanità, dalla Scuola alle Politiche sociali, dalle migrazioni al lavoro.
Un partito contestato dall’interno e da coloro che, nella sinistra, hanno ritenuto di dovere dare vita ad una formazione politica fondata sul rancore di D’Alema e sul revanscismo di Bersani, spacciandoli (ma esiste ancora un minimo di facoltà di pensiero?) per “alternativa”. La maggioranza ha scelto l’avventura dello stravolgimento, del mescolamento delle carte, rinunciando a quanto di più importante c’è per la vita e la prosperità di un Paese: la stabilità politica!
Ebbene, lasciamoci pure trascinare in questa nuova “avventura” tanto declamata (ai cui positivi risultati, francamente, non credo, nel senso che non capisco su quali competenze e capacità dovremmo contare) e non chiediamo adesso proprio al PD di contribuire alla “stabilità” politica.
Non occorreva essere politologi per prevedere le conseguenze di questa preoccupante scelta elettorale, ma, ormai, lo abbiamo imparato bene: agli italiani piacciono gli affabulatori, gli strilloni, ancor meglio se un po’ volgari!
Che il PD resti, come hanno voluto gli elettori, all’opposizione. Spero che da questa posizione possa nascere un serio polo socialdemocratico con una collaudata esperienza di governo, con buona pace per gli amici puristi e oltranzisti, per i quali un’azione di governo sarebbe, sempre e comunque, indiscriminatamente, pretesto di critiche e contestazioni.
Che il PD non fornisca gli Scilipoti di turno a sostegno di un incoerente, se non tragico, scenario di governo.
Ad maiora!

Fabrizio Mangione

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