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  Caso Agostino: Trent’anni di attesa

Un milione di euro, questo è il piatto che Vincenzo Agostino vuole devolvere a colui o coloro che porteranno ad una svolta all’inchiesta sulla uccisione del figlio Nino e della nuora Ida. Queste le parole che Vincenzo Agostino ha pronunciato durante la commemorazione dell’duplice omicidio avvenuto trent’anni fa sul litorale Cristoforo Colombo di Villagrazia di Carini, la dove la famiglia Agostino si riuniva d’estate per trascorrere il periodo estivo, a ridosso di quel mare che Nino amava tanto. E si perché sono trent’anni che questa famiglia aspetta di avere un po’ di verità e giustizia, quella verità e giustizia che la signora Augusta ha gridato con forza in tutti questi anni andando in giro per l’Italia.  E proprio oggi a distanza di oltre un semestre dalla sua dipartita ha mostrato quanto fosse pesante come un macigno la sua assenza. Credo che ognuno dei presenti oggi alla commemorazione abbia fatto un pensiero nei confronti di questa piccola grande donna, una donna che anche da morta aspetta verità e giustizia. Ed è parso molto strano non vederla accanto al suo mericano, all’uomo della sua vita. Sono passati trent’anni dall’uccisione di Nino, Ida e della bimba che portava in grembo. Trentanni dove ognuno si è “divertito” a dire e mettere la sua. A cominciare dall’ex questore Arnaldo La barbera che in una convocazione particolare di Vincenzo Agostino, cercava di impupargli davanti la foto del pentito farlocco  Vincenzo Scarantino alias il pupo vestito, per finire ad una procura di Palermo che del caso Agostino pare che si sia interessata poco e niente e che alle richieste di Vincenzo Agostino di fare un confronto con Giovanni Aiello alias faccia da mostro, gli veniva risposto che lui vedeva troppi film gialli. In tutto questo c’è da dire che l’ex questore La Barbera ormai riposa negli alti pascoli del paradiso e quindi non si può ricavarne nulla. Altro personaggio che, anche se difficile o impossibile in una sua collaborazione, poteva essere faccia da mostro ma ahime anche lui purtroppo è morto con un “provvidenziale” infarto venutogli mentre era da solo in barca a pescare. Quindi messi da parte i due maggiori indiziati restano in evidenza i due presunti killer Antonino Madonia e Gaetano Scotto accusati da alcuni pentiti e le accuse dei pentiti se non sono supportate da solidi elementi di prova restano chiuse nei cassetti delle procure. Intanto i familiari dell’agente Nino Agostino aspettano, mettendosi alle spalle coloro che hanno depistato ma anche coloro che hanno rallentato e coloro che del portare avanti l’inchiesta se ne sono fregati, probabilmente perché per le mani avevano qualcosa di più importante. I silenzi e i depistaggi devono sapere che dietro a questo patrimonio collettivo che rispecchia la storia di Nino e Ida ci sarà sempre qualcuno pronto a lanciarvi in faccia una richiesta di verità e giustizia. Noi questo lo dobbiamo a Nino, a Ida ed anche alla signora Augusta Schiera Agostino una madre in cerca di giustizia anche dopo la morte.

Liborio Martorana

(nella foto Vincenzo Agostino ed il nipote Nino)

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