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Cara Luciana Alpi

«Perché per Ilaria e Miran no?»

È morta ieri, martedì 12 giugno alle 20.30 Luciana Alpi. Una donna coraggiosa, proprio come lo era sua figlia Ilaria. Per 24 anni ha lottato per scoprire i mandanti e gli esecutori dell’omicidio di sua figlia, l’inviata del Tg3 Ilaria Alpi e del suo operatore Miran Hrovatin morti il 20 marzo 1994 a Mogadiscio, in Somalia. Terra, la Somalia, amata da Ilaria e che voleva proteggere dalle ruberie della Cooperazione, dai rifiuti tossici e dal traffico d’armi.

Con lei, signora garbata e molto affettuosa, si batteva il marito Giorgio, che ci ha lasciati il 12 luglio del 2010. Qualche giorno fa, l’8 giugno, c’è stata l’udienza per decidere se archiviare il caso o se continuare ad indagare. La procura di Roma ha chiesto di nuovo l’archiviazione perché ha reputato irrilevanti le intercettazioni, inviate dalla procura di Firenze a quella di Roma, che si era presa circa un mese di tempo (17 aprile scorso) per valutarle. Adesso la decisione toccherà al gip, che si pronuncerà nei prossimi giorni.

Da subito, dal giorno del funerale di sua figlia, insieme a suo marito Giorgio, si era sostituita agli inquirenti. Sono stati diversi in questi anni i tentativi di mettere la parola fine al caso Ilaria Alpi. Tesi contrastanti, tentativi di depistaggio. Tre processi e una commissione parlamentare d’inchiesta.

Luciana in queste ore ha ricevuto l’abbraccio di tutti. L’abbraccio e la stima dell’opinione pubblica che ha voglia di avere verità e giustizia.

Serena Marotta

 

fonte immagine e video RaiNews24

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Serena Marotta

Giornalista palermitana, classe 1976. Laureata in Giornalismo. Ha collaborato con il Giornale di Sicilia, La Repubblica, il L’Ora e scrive per diversi quotidiani online. Le sue passioni? La scrittura, il canto e la fotografia. Ama la sua città: Palermo.

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